Imparare a leggere





Il futuro ed il progresso nella costruzione della città contemporanea, nell’opinione pubblica, trovano spesso, ma per fortuna non sempre, appellativi quali cementificazione, distruzione, inutilità, sconfinando nel mare dei luoghi comuni. Quante volte abbiamo sentito dire “siamo vittime di una colata di cemento”. Non immaginando, da distratti cronisti, lo stupore e l’angoscia della Firenze ancora medioevale, che guarda ultimata la cupola dal Brunelleschi, e faceva dire ai più importanti storici dell’epoca, come apparisse “quella tanto grande da coprire con la sua ombra tutti i popoli toscani”. Quale miglior confronto tra il giudizio di allora ed il riconoscimento di oggi quale simbolo di una città. E ancora come doveva apparire il Sant’Andrea di Leon Battista Alberti, l’opera più progressista del tempo, diremmo oggi, a confronto con la casa del mercante Boniforte da Concorezzo che stabilitosi a Mantova volle costruire nel ricordo dei sui viaggi in oriente la sua casa nel 1455. Posta in fronte alla casa del mercante la chiesa albertiana, ancora oggi testimonia meglio di mille parole il passaggio tra due mondi, il medioevo ed il rinascimento. E il presunto stupore di allora si perde nella consuetudine se non nell’indifferenza dell’oggi. Bisogna saper guardare criticamente l’architettura e la città, con la consapevolezza che la fatica che di volta in volta si opera nel compiere dei giudizi è resa meno greve dalla consapevolezza che non vi sono regole universali o scorciatoie nei luoghi comuni. O ancor meglio capendo che nessuna norma o legge si può sostituire alla capacità di critica che è propria in ogni essere umano. Sapendo bene, che il passato, a differenza di ciò che è accaduto in epoche non lontane, non è la fonte di tradizioni su cui appoggiarci o il luogo dove si trovano delle verità da applicare ma qualche cosa che vive nella misura in cui noi lo reinterpretiamo e lo facciamo parlare. Immaginando la città viva, capace di crescere e modificarsi attraverso la capacità di saper leggere la molteplicità dei significati che ogni opera conserva, unendo il presente al passato ed il passato al futuro sapendo bene che nessuna norma, vincolo o legge si può sostituire alla capacità di critica che è propria della nostra intelligenza.