Decorare con la luce





La casa è da sempre il rifugio, sicuro e definitivo, al quale fare ritorno e da sempre, o meglio da quando il concetto di civiltà appartiene alla natura umana, l’uomo ha inteso come una delle sue principali occupazioni, attribuire a questo rifugio, una forma che rappresentasse il senso, la ragione del suo abitare. La metafora tessile della struttura rivestita di Gottfried Semper, ovvero il principio del rivestimento in architettura, indica un’origine comune, tra l’arte tessile del rivestire il corpo e la nascita della parete come elemento architettonico. Determinanti sono le qualità dei materiali che descrivono lo spazio vuoto, ovvero il luogo abitabile. Cifra di tale rappresentazione diventa in molti nostri lavori la pietra che ci permette di raffrontare in uno spazio la fisicità del recinto che lo determina alla descrizione emozionale ed interiore del vuoto che in esso è contenuto. Questi luoghi, o meglio stanze, nei nostri lavori, si compongono in sequenze narrative, a costruire un sistema complesso che oggi chiamiamo casa. La luce nei progetti che mostriamo, penetrando all’interno dello spazio, attiva questi vuoti-stanze e li mette in relazione gli uni con gli altri attraverso un’azione narrativa. Il fenomeno naturale del susseguirsi di luci e ombre assume il significato di un accadimento quasi simbolico e rituale. Decorare con la luce significa quindi attribuire a questa la funzione di esprimere meglio di qualsiasi altro materiale il senso più profondo e originale del costruire lo spazio nelle sue infinite relazioni. Al pari dell’entasi della colonna che rappresenta il senso di gravità, il peso che il sostegno deve sopportare per erigere e costruire un luogo, traducendo la semplice necessità tecnica-strutturale nella rappresentazione del suo significato, la luce racconta in questi progetti il passare da un luogo all’altro, da una stanza all’altra, attraverso varchi e soglie. La dove si compie quest’azione, cruciale per la comprensione dello spazio vuoto, per la lettura della sequenza narrativa, la luce al pari dell’entasi della colonna, attivando queste relazioni tra i luoghi dell’abitare, traduce la semplice necessità tecnica-strutturale del creare un varco per passare, nella rappresentazione del suo significato più autentico, decorare lo spazio.